L’olio di cocco è un alimento sano o è dannoso?

Non è molto facile prendere una decisione riguardo all’uso di olio di cocco. Questo perché prima veniva considerato qualcosa da usare saltuariamente, poi è stato esaltato come alimento quasi miracoloso, e recentemente una professoressa universitaria l’ha chiamato “veleno puro”.

Abbiamo per questo cercato di analizzare bene pro e contro dell’olio di cocco, per aiutarti a fare una scelta che non comprometta la tua salute e ti faccia sentire sicuro quando lo utilizzi.

Se sei interessato alle proprietà e gli effetti collaterali dell’olio di cocco, continua a leggere!

Cos’è l’olio di cocco?

L’olio di cocco, chiamato anche burro di cocco, è una sostanza grassa estratta dalla pressatura della polpa del cocco. È resistente all’ossidazione ed è ampiamente utilizzato in cosmetica e cucina. Da qualche anno viene utilizzato per una grande varietà di applicazioni, sia a livello cosmetico, che gastronomico, in quest’ultimo caso anche per fini terapeutici e nutrizionali.

 l’olio di cocco
coconut oil and fresh coconuts on old wooden table

Il motivo per cui prima non veniva considerato un cibo salutare è lo stesso motivo per cui è stato chiamato “veleno puro” da Karin Michels, professoressa dell’università di Harvard, ossia il suo contenuto di grassi saturi pari a circa il 90%. Ma i grassi saturi come l’olio di cocco sono veramente così pericolosi?

I grassi saturi e l’olio di cocco

Vediamo prima di cosa parliamo quando ci riferiamo ai “grassi saturi”: sono quelli che, in generale, a temperatura ambiente hanno una forma solida o burrosa e privi di doppi legami nella loro struttura chimica.

Questo tipo di grassi è presente in molti alimenti di origine animale come uova, carne e salsicce o latticini, e compare in quantità notevoli anche in alcuni alimenti di origine vegetale come il burro di cacao, l’olio di palma e appunto quello di cocco, tra gli altri.

Dagli anni ‘50 in poi i grassi saturi sono sempre stati collegati ad un aumento del colesterolo e delle malattie cardiovascolari, oltre che all’obesità e sono stati criticati pesantemente come nemici della salute. In realtà è un errore considerare tutti i grassi saturi allo stesso modo per il loro impatto sulla salute. Oggi sappiamo che il tipo specifico di grasso è molto più importante del fatto che sia saturo o meno.

Studi recenti però indicano che gli acidi grassi saturi a catena media, come quelli dell’olio di  cocco extravergine abbassano il colesterolo totale, aumentano il colesterolo buono (HDL) e impediscono alle LDL di trasformarsi in una forma dannosa. Sembra dunque che il sano o malsano dei grassi saturi sia correlato alla lunghezza della loro catena di idrocarburi, nonché alla loro forma di consumo (allo stato naturale, alla raffinazione, all’abbinamento che viene fatto, ecc…).

Come viene prodotto l’olio di cocco?

Questo è uno degli aspetti più importanti sull’olio di cocco, in quanto la sua produzione incide moltissimo sulla qualità e i benefici del prodotto finale. In passato veniva ottenuto dalla fermentazione del latte di cocco fresco, ma questo metodo apparentemente poco pratico non viene più utilizzato.

Oggi la maggior parte dell’olio di cocco dei prodotti trasformati si ottiene dalla copra (la polpa essiccata del cocco) attraverso un processo di raffinazione, deodorizzazione e sbiancamento. Come puoi immaginare questo metodo non è salutare e l’uso di questo olio di cocco è sconsigliato.

L’olio di cocco extravergine spremuto a freddo, invece, si ottiene dalla polpa fresca e matura del cocco con mezzi meccanici o naturali, senza processi termici o raffinazione chimica. Si ottiene così un olio inalterato che preserva il suo valore nutritivo (vitamine e minerali) e il suo contenuto di sostanze biologicamente attive benefiche.

Benefici e controindicazioni

Sarebbe troppo semplice dire che “l’olio di cocco fa bene alla salute” senza entrare nel dettaglio dei suoi benefici. Tuttavia, ci sembra giusto anche sottolineare che le quantità da usare hanno un certo rilievo e comunque, come tutto, ha delle controindicazioni per cui potresti non doverlo aggiungere alla tua quotidianità. Qui sotto trovi un riepilogo delle informazioni che abbiamo raccolto.

I benefici e le applicazioni dell’olio di cocco

L’olio di cocco si è guadagnato un posto di rilievo tra i “superfood” visto il suo contenuto di acidi grassi e la sua versatilità. I suoi usi in cucina sono molteplici, dato che può essere usato sia per condire i cibi da crudo, che per friggere ad alte temperature (180°C) senza che si deteriori. Una ricerca sul Journal of Food Science and Technology lo giudica il miglior olio per friggere.

Come abbiamo già anticipato, essendo un grasso saturo a catena media, sembra essere

un coadiuvante nell’aumento dei livelli di colesterolo “buono” (o HDL) e nell’abbassamento di quello cattivo (o LDL).

Una delle sue proprietà più conosciute e quella di essere un acerrimo nemico del fungo Candida, che se troppo abbondante nell’organismo provoca tutta una serie di effetti negativi sulla salute. Sembra però che l’acido caprico e laurico che contiene abbiano un buon impatto anche come antibatterico e antivirale, per quanto noi a troppi effetti miracolosi, se assunto da solo, non crediamo.

Indirettamente, si rivela un ottimo alleato per chi vuole perdere peso, visto che genera una sensazione di sazietà e aiuta per esempio chi deve seguire una dieta chetogenica, in cui i grassi vengono usati al posto degli zuccheri per produrre energia. Ed è anche utilizzato dai seguaci della dieta paleolitica per esempio nel bulletproof coffee, uno sprint di energia per affrontare l’inizio della giornata.

Dal punto di vista della cosmetica, l’olio di cocco aiuta la salute della pelle e dei capelli. Viene usato in creme per il viso, come struccante e idratante, sia puro che aggiunto ad altri prodotto per la pelle.

Per i capelli, l’olio di cocco può essere usato negli shampoo o puro come maschera per capelli, ed è capace di mantenerli idratati fornendo vitamina E, anch’essa contenuta in modeste quantità in questo olio. Infine, viene usato anche come dentifricio e per l’oil pulling, sempre grazie alle sue proprietà antibatteriche.

Le controindicazioni

Si tratta pur sempre di un grasso e, per quanto possa essere accolto volentieri in una dieta chetogenica, nei “normali” stili alimentari il suo apporto calorico potrebbe risultare alquanto pesante, andando a incidere sulle calorie giornaliere se non assunto con cautela.

È anche un po’ difficile da digerire, soprattutto per alcune persone che, se hanno lo stomaco più delicato, potrebbero sentirsi appesantiti utilizzandolo spesso. Le persone con malattie croniche intestinali dovrebbero sempre usarlo con cautela, come tutti gli altri tipi di grassi.

Pur non essendo una vera controindicazione, ci piace aggiungere che l’olio di cocco non contiene vitamine, tranne un po’ di vitamina E, quindi il solo apporto di grassi saturi è limitato e può essere considerato un cibo scarso come potere nutrizionale.

Infine, non meno importante, anche l’olio di cocco può dare reazioni allergiche, sia alimentari che cutanee. Quindi come per tutti i prodotti e gli alimenti, è sempre consigliabile iniziare con piccole quantità per poi aumentare nel tempo.

Devo quindi aggiungere l’olio di cocco alla mia alimentazione?

Per noi la risposta è SÌ! Siamo però contrari all’esagerazione, quindi a prescindere dal tipo di alimentazione che segui, dovresti usare l’olio di cocco come variante agli altri oli e burri che usi quotidianamente.

Usalo un giorno per friggere, un altro per fare un bulletproof coffee e un altro per condire l’insalata, ma sempre a piccole dosi e senza strafare, almeno che non sia uno specialista a indicarti diversamente.

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