La psoriasi è una malattia cronica della pelle che fortunatamente non è contagiosa, ma non per questo priva di spiacevoli e fastidiosi sintomi; complici vari fattori, molte persone soffrono di psoriasi, ed è per questo che sono oggi disponibili numerosi  ed efficaci trattamenti per porre fine a questa condizione della pelle.

Le caratteristiche distintive della psoriasi sono le placche rosse, che possono andare da pochi millimetri fino a diversi centimetri, solitamente caratterizzate da bordi ben visibili e squame secche brillanti di colore bianco o grigiastro.

Chi soffre di psoriasi dovrebbe come prima cosa recarsi dal proprio medico di fiducia o da uno specialista, per ricevere tutte le indicazioni, i consigli e le cure del caso.

Il Ministero della Salute ha diffuso una serie di utili consigli per evitare o quantomeno convivere con la psoriasi. Tra questi, i più importanti sono evitare certi tipi di cibi in grado di produrre ‘calore’, come ad esempio i fritti, gli insaccati, le uova e la carne, astenersi il più possibile dal consumo di alcolici, evitare l’uso di cosmetici irritanti, prediligere prodotti detergenti appositi, fare molta attenzione quando ci si espone al sole e, ultimo ma non meno importante, evitare lo stress.

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COSA PROVOCA LA PSORIASI?

Studi clinici e ricerche del settore sembrano confermare l’origine genetica della psoriasi, benché  stia prendendo campo una teoria in base alla quale la psoriasi sarebbe connessa a infezioni virali.

Sebbene la psoriasi non possa essere considerata una vera e propria malattia genetica, recenti studi si sono concentrati sull’individuazione del legame tra alcune regioni cromosomiche e l’insorgere della psoriasi, in particolare individuando i possibili geni responsabili nei cromosomi 6, 7, 3, 4 e 19.

Gli studiosi sembrano inoltre concordi sull’esistenza di cause cosiddette emotive: eventi come periodi di stress, attacchi di panico, ansia e preoccupazioni sono determinanti nel contribuire all’insorgere di questa patologia, peggiorandone inoltre i sintomi.

Ulteriori cause includono il contatto con sostanze irritanti, punture di insetto, tatuaggi e abrasioni, o ancora fattori ormonali, soprattutto in coincidenza con fasi come la menopausa e la pubertà.

Infine, tra le cause scatenanti va citata senza dubbio l’alimentazione e lo stile di vita: un consumo eccessivo di alcol e l’assunzione di cibi grassi e ad alto contenuto calorico espongono maggiormente alla possibilità di sviluppare la psoriasi.

COME RICONOSCERE LA PSORIASI: I SINTOMI

Quando si parla di psoriasi vanno innanzitutto distinte le tipologie più frequenti, ciascuna delle quali presenta sintomi ben precisi.

La psoriasi eruttiva si presenta con chiazze a forma di goccia diffuse su tutto il corpo, a parte il viso e il cuoio capelluto.

La cosiddetta psoriasi volgare rappresenta la forma più classica, con desquamazioni diffuse in particolare sul cuoio capelluto, gli arti, le mani, i piedi e la regione lombo-sacrale.

Un’altra forma piuttosto diffusa è la psoriasi inversa, così chiamata in quanto interessa aree diverse del corpo, come ascelle, gomiti e pieghe inguinali, e si presenta con poche squame ma un notevole arrossamento della pelle.

La psoriasi pustolosa è una delle forme più gravi e rare di psoriasi, caratterizzata dalla presenza di pustole e associata inoltre a febbre alta e sensazioni di bruciore.

La forma più grave di psoriasi è però la cosiddetta psoriasi eritrodermica, laddove il soggetto accusa disidratazione, febbre alta, problemi di termoregolazione e una cute notevolmente arrossata.

COME SI ARRIVA A DIAGNOSTICARE LA PSORIASI

Non appena insorgono sintomi che possano in qualche modo far pensare alla psoriasi è bene andare subito dal proprio medico o da uno specialista, il quale procederà innanzitutto all’esame fisico (un’osservazione attenta della morfologia delle lesioni) e all’anamnesi, valutando ad esempio l’andamento della malattia, la storia familiare e tutti quei precedenti che possano aiutare ad avere un quadro più preciso della situazione.

La medicina moderna mette a disposizione degli specialisti diversi strumenti per diagnosticare e valutare la gravità della psoriasi. Ad esempio il cosiddetto PASI, o psoriasis area severity index è uno degli strumenti di diagnosi più utilizzati: si tratta di un indice che combina la gravità delle lesioni con l’area da esse interessata, producendo un punteggio che va da 0 (assenza della malattia) a 72 (massima malattia).

In questo modo si potrà giungere non solo a una diagnosi più precisa, ma anche soprattutto all’individuazione del trattamento più efficace.

Ulteriori informazioni sulla psoriasi possono essere trovate sul sito dell’ADISPO, l’Associazione per la Difesa degli Psoriasici: http://www.adipso.org/sito/it/.

I TRATTAMENTI PIÙ EFFICACI CONTRO LA PSORIASI

Fortunatamente chi è affetto da psoriasi ha a disposizione numerosi trattamenti e rimedi naturali in grado di attenuarne o addirittura eliminarne i sintomi.

Chi preferisce i rimedi naturali potrà trarre enorme beneficio da impacchi a base di aloe vera, camomilla, bergamotto, bardana, iperico, lavanda o propoli.

Tra le cure farmacologiche più efficaci troviamo i farmaci cortisonici ad applicazione topica, i farmaci a base di vitamina A e vitamina D, e i farmaci immunosoppressori per le forme più gravi di psoriasi.

Un trattamento rivelatosi particolarmente producente è la fototerapia, basata sull’esposizione del soggetto a radiazioni UVA e UVB mediante lampade fluorescenti, trattamento cui sottoporsi rigorosamente sotto controllo medico e che sembra portare risultati molto promettenti nel trattamento di disturbi dermatologici come appunto la psoriasi, ma anche l’eczema e l’acne.

Se si è in dubbio sul trattamento da adottare, il consiglio è sempre quello di farsi consigliare dal medico, in quanto alcuni farmaci presentano effetti collaterali da non sottovalutare.

Nel caso in cui il trattamento scelto preveda la somministrazione di medicinali con particolari controindicazioni, il trattamento andrebbe fatto sempre a cicli, in modo da attenuare ogni rischio connesso alla tossicità del medicinale.

In commercio sono disponibili molte creme idratanti in grado di attenuare o eliminare le microlesioni, in particolare quelle a base di acido acetilsalicilico o catrame, che agevola la rimozione delle squame.

UN AIUTO DALLA TAVOLA

Dal momento che la psoriasi è strettamente connessa con lo stile di vita, un’alimentazione più sana è un fattore determinante per prevenire e attenuare la psoriasi.

Se da un lato alcuni alimenti sono stati annoverati tra le cause scatenanti della psoriasi, dall’altro  adottare una dieta vegetariana povera di grassi e proteine può contribuire a un notevole miglioramento dei sintomi della malattia. Via libera dunque a pasta, riso e pane integrali, verdura, frutta, legumi e tanto pesce ricco di preziosi grassi Omega 3, che il nostro corpo non è in grado di produrre naturalmente.

Non tutta la verdura è però nemica della psoriasi: infatti carciofi, melanzane, pomodori e peperoni sono da evitare, mentre altri come la cicoria, la zucca e il radicchio sono preziosi alleati nella battaglia contro la psoriasi.

Un consiglio sempre valido per il benessere corporeo, e in questo caso per contrastare gli sgradevoli effetti della psoriasi, è quello di bere fino a 2 litri di acqua al giorno, per contribuire alla corretta idratazione della pelle e a spegnere quella fastidiosa sensazione di secchezza e bruciore delle lesioni.

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